Eccomi a salutare l’Australia per la seconda volta. Non sono proprio felicissimo di andarmene, se devo dirla tutta. Questo ritorno ha chiarito e confermato molte cose. Ma dopo un anno a distanza, il discorso va fatto bene e nel posto giusto.
Ho sempre amato “l’altra parte del ponte”, la north shore, north Sydney e tutto ciò che è un po’ sottovalutato da molti sydneysiders. Mi piace perché è un posto residenziale dove difficilmente si avventurano i turisti, ed è molto a misura d’uomo. Ma il motivo per cui mi piace “assai” è perché da questo posto, specialmente da Kirribilli e Milsons Point, la vista è spettacolare: si è esattamente di fronte a Cirqular Quay, ossia di fronte all’Opera House e all’Harbour Bridge. Diciamo che forse è il posto per parlare idealmente con Sydney faccia a faccia. Sono venuto apposta, dopo un anno di ricordi, riflessioni e tante cose che sono accadute nel mezzo. Sono venuto in vacanza, si, ma sono venuto soprattuto perché la mia Australia mi era rimasta in gola, avevo interrotto tutto sul più bello. Il percorso iniziato venendo qui, da solo, proseguito con l’interminabile motivo “should I stay or should I go”, e lasciato decantare con la nuova vita una volta tornato a Milano, è arrivato ad un punto in cui il quadro è più ampio. E’ la fase in cui tutti i pezzetti del puzzle sono sul tavolo e bisogna inserirne solo alcuni, dato che la cornice è fatta e l’immagine è oramai abbastanza chiara. Si butta un occhio al passato ed uno al presente. E’ stata una mia scelta, certo, ma prima di capire se fosse quella giusta o quella sbagliata ce n’è voluto di tempo. Beh, eccoci qui dopo un anno: bellissima, e questo me lo ricordavo. Qui sto benissimo, e tutto/tutti sono rimasti come li avevo lasciati. I rapporti sono rimasti vivi ed intensi: ho dato un po’ d’acqua a quelli che si stavano appassendo, ho consolidato quelli che già avevano radici più forti ed ho avuto la possibilità di seminare qualcosa per il futuro. Le sensazioni che mi danno le spiagge degli Eastern Suburbs sono sempre fonte di energia e di ispirazione, e la vista dell’harbour e della baia…quella è sempre da perderci la testa. Tamarama…ça va sans dire. Che si faccia una festa scatenata o una passeggiata tranquilla, una serata al pub o una cena sulla costa, mi lascia sempre vivere con i ritmi che decido io, ed era così anche quando lavoravo qui. Insomma, Sydney resta il mito e soprattutto la mia via di fuga mentale nei giorni più difficili, ovunque mi trovi. Ci penso spesso, mi ricordo cosa significa stare qui e mi aiuta sempre. Mi ricorda che il ritmo in cui sono inserito è malato e assolutamente non normale, e che si può vivere con un equilibrio migliore. Però stavolta la tolgo dalla glassa, inizio a vederla più normale, così familiare che non c’è bisogno di idealizzarla e viverla “male” quando sono lontano. Mi sento davvero in un posto mio (non dico “seconda casa” altrimenti la madre mi collassa, Alberta mi punta il dito e fa partire un podcast di 3 ore e la maggior parte dei lettori lancia un “ehhhhhh, esagerato!!”). Solo che casa mia per il momento non sembra essere qui. Mi devo accontentare di trascorrerci le vacanze, ma a quanto pare per adesso la mia vita non è in Australia: ma nel frattempo ho preferito venire, stare un po’ qui e non fare il turista, vivere come vivevo l’anno scorso, sentire la quotidianità e provare a vedere cosa sentivo sul posto. Da lontano non sarebbe stata la stessa cosa. E sto benissimo, sto da Dio qui, magnificamente: i posti, le sensazioni, la vita sociale. Mi torna sempre l’ispirazione e riprendo sempre i colori qui, come è successo anche questa volta. E si riesce a gestire sempre meglio anche la lontananza…insomma, mi ci sento davvero dentro e ci sto parecchio comodo e a mio agio.
Quindi, nell’aspettare che tutti i pianeti siano allineati e che i tempi siano maturi per un ritorno come si deve, grazie mille per farmi tornare ispirato a casa e per avermi rigenerato ancora una volta.
Little by little. Per ora, godetevi il concentrato di queste 3 settimane…consiglio: guardatelo in HD e sparate il volume a manetta.
Luis.





























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