
Nemmeno il tempo di rendermene conto, ed ecco che mi ritrovo dopo otto mesi esatti all’aeroporto di Bangkok, sulla stessa panchina su cui ero seduto tra i due voli di andata. Allora c’erano un pò di malinconia ed un sacco di domande su quello che sarebbero stati i mesi a venire. Quanto starò? Prolungherò? Vorrò restare? Ma chissà come caspita è quest’Australia…beh, ora i pensieri sono rivolti a tutto quello che è stato: la migliore esperienza che abbia mai potuto fare fino ad oggi, un’avventura che mi ha dato tantissimo sotto ogni aspetto. L’Australia mi ha regalato emozioni uniche, mi ha fatto incontrare persone fantastiche, mi ha dato la possibilità di mettermi in gioco sin dal primo giorno. E dopo otto mesi, se mi guardo indietro non posso credere a cosa si sia venuto a creare (a livello lavorativo, personale, affettivo…) e a quanto sia andato in profondità nello scavare dentro di me. Sydney mi ha ridato i colori e l’ispirazione, ha pompato ancora di più il mio entusiasmo nell’affrontare le cose, mi ha dato un punto di vista molto differente da quello a cui ero abituato a Milano. Non sono stato in grado di scrivere queste ultime riflessioni prima, perché dal ritorno dal viaggio ad oggi, ho provato a vivere le ultime settimane al massimo passando giornate intere in giro per rivedere i punti di Sydney che più mi hanno emozionato. Poi l’ultima settimana l’ho trascorsa a casa del mio amico Rob con la famiglia, in quel di Watsons Bay, Vaucluse: il top del top a Sydney, il posto che più mi aveva colpito all’inizio. Un bel saluto a questa città, finendo la mia esperienza nel posto che avevo sognato durante i primi giorni. La spiaggia di Camp Cove, la vista a 270° assolutamente mozzafiato a South Head, le villette di Vaucluse e la City vista da lontano…il tutto accompagnato da 10 giorni in una famiglia australiana che mi ha accolto come un nipote.

Le relazioni che sono nate durante questi otto mesi in Australia promettono bene, ci sono ottime basi affinchè possano durare nel tempo, almeno con buona parte degli amici Aussie. Con gli italiani bene o male ci si incontrerà di nuovo da qualche parte.
Ora sono a Napoli, da qualche settimana, ma la testa è rimasta lì. Continuo a scrivere questo ultimo post in maniera un pò spezzettata, anche perchè non riesco a mettere la parola “fine” a quest’avventura. Le telefonate dall’Australia in questi giorni stanno alimentando il senso di nostalgia e rammarico per aver lasciato il paradiso che mi ha accolto a braccia aperte per questi mesi. E’ ancora presto, ma non c’è giorno in cui non pensi a Sydney, alle sensazioni che provavo laggiù, a quello che in poco tempo è diventato il mio mondo Down Under. La speranza è quella di tornare il prima possibile, dopo aver vissuto questa preview che mi ha introdotto all’Australia. Il rientro a Milano è stato più duro del previsto, ed è stata una sorpresa scoprire quanto tutto quello che avevo sempre immaginato del mio ritorno in Italia si sia poi dimostrato più “normale” del previsto. Le sensazioni che si vivono “face to face” con le persone, con i luoghi, si arricchiscono di sfumature che il mero ragionamento non poteva considerare. E così, provare una sensazione un pò diversa rivivendo tutto quello a cui avevo pensato con nostalgia quando ero lì, mi ha dato molto da riflettere. Ho fatto una cazzata? Beh, è la prima cosa che penso quando mi si riempie il cuore alla sola vista dell’Opera House durante la sigla del TG5 la mattina presto o quando vedo il trailer di Australia. Ma la scelta è stata molto ponderata, e la scommessa di tornare in Europa a farsi le ossa spero si rivelerà vincente. Il pensiero rimarrà lì ogni volta che vorrò risentire quelle sensazioni, quel feeling unico e quando vorrò rifugiarmi a Tamarama per ritrovare i colori.
Per il momento non mi resta che dire “Arrivederci a presto”, piuttosto che “Addio”. Sono sicuro che se Sydney potesse parlare mi risponderebbe, con aria rilassata e tranquilla “No worries, mate!”. Per ora resta lì, giù a tutto, nel south pacific, a rappresentare la speranza, l’alternativa, forse l’obiettivo.
Vorrei congelare la mia Australia in queste immagini, con la speranza di poter conservare tutto e poter riaprire la scatola quando ne avrò bisogno, per ritrovarci tutto conservato: questo il video (consiglio di scegliere l’opzione HQ “guarda in alta qualità”, ne vale la pena!)
Grazie a tutti quelli hanno vissuto con me quest’avventura, lì tutti i giorni o seguendo questo blog. Alla prossima, che sia un “All the way to…qualche altra parte” o “non ce l’ho fatta e sono tornato a Sydney.com”!
G’day, mate!
Luis.


























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