Rassegna Stampa

12 05 2008

Beh, direi che per il momento mi limiterò a prendere il sole…guardate un pò! E anche qui

Ma il mare presenta anche i suoi lati positivi, come questo…ma sai quanti anelletti fritti ci escono? 

Interessante anche questo articolo, leggete di Oxford Street, la strada in cui vivo…

Enjoy!

Luis

 

 




Camp Cove & Cliffs

11 05 2008

Sabato, finalmente! E che sole, che caldo…giorno perfetto (e come disse il poliziotto, giorno prefetto..) per andare a mare. Autobus, iPod nelle orecchie con l’ultimo cd di Madonna (non male) e via. Arrivo alla spiaggia di Camp Cove, che in pratica è il punto più ad est della baia: a sinistra tutte le baie fino all’Opera House, a destra le scogliere e l’oceano. Fantastico…ma non pensavo si stesse così bene: via maglioncino, via maglietta, via scarpe e calzini e resto con il jeans arrotolato tipo Sampei. Un caldo stupendo, vorrei farmi il bagno, a saperlo sarei venuto in costume. Mimmo, che è qui dalle 9 di stamattina, ha già fatto un paio di nuotate, ed è lì che si prende il sole. “Questa è l’Australia, Luigi. Io vengo qui tutto l’anno. Durante la settimana lavoro, il week end a mare”, mi dice. Cavolo, a Milano non funzionava così…

Il tempo di piazzarmi un pò al sole, ed ecco che il cellulare mi squilla: è Morena, l’altra stagista della Camera di Commercio, è appena arrivata a Sydney. Quale battesimo migliore di Camp Cove, Whatson’s Bay e le scogliere per poi tornare con il traghetto vedendo la baia dal mare? Dopo meno di 24 ore, è già con gli occhi di fuori…per finire in bellezza, a cena da Mimmo, dove ci raggiunge anche Luigi, un amico che lavora con me alla Camera (oi perì Mimmo, la cerchia si allarga) e poi ad una festa in maschera a Bondi, tema “Alice nel paese delle meraviglie”…se solo l’avessi saputo per tempo, mi sarei presentato vestito da Cappellaio Matto o da Stregatto! Non appena siamo arrivati, mi sembrava di stare in un film tipo American Pie, tutti super stravaganti, con dei travestimenti troppo forti (c’erano ben otto ragazzi vestiti da Alice…sembrava di essere in “Alice nel paese dei Trans”). Però tutti ubriachi a tal punto da presentarsi più volte, in diversi momenti della serata, o da non riuscire nemmeno a stare in piedi cercando di chiamare un taxi…”I’m so pissed..I’m fucked…”, dice uno con due corna arancioni che barcolla sulla via del ritorno a casa. E’ pazzesco vedere come si riducono, quanto bevono…spoetizzante. Però alla fine è divertente anche questo!

Tra una cosa e un’atra mi sono anche ricordato di tirare fuori dalla tasca la macchina fotografica per fare qualche scatto ogni tanto…queste giornate così mi fanno pensare a quanto vorrei condividere queste emozioni con le persone che amo, e così cerco di afferrare ogni cosa per poi potervela raccontare e mostrare su questo bog, che è un pò un ponte intercontinentale tra me e voi! 

Alla prossima!

Luis




The Office

11 05 2008

Beh, fino ad ora vi ho descritto e mostrato posti stupendi, vi ho raccontato di quelli che sono i miei pensieri e le mie sensazioni…ma mi sembra di aver dimenticato qualcosa…ah, ecco! Se non sbaglio, sono venuto “all the way to Sydney” per fare un intership! Va bene che comunque l’esperienza che sto facendo qui è un’esperienza di vita più che professionale, però credo che siate curiosi di vedere dove sto dal lunedì al venerdì 8 ore al giorno.

Ecco allora un pò di foto dell’ufficio, Italian Chamber of Commerce and Industry in Australia & inc., che poi alla fine viene abbreviato in ICCI Aus, che mi sembra molto più comodo! 

Qui alla Camera di Commercio siamo in 11, le aree di interesse sono fondamentalmente due: l’area Trade, il cui manager è Marco Moretti, ex Bocconiano che lavora a tempo pieno per la Camera, e l’area Events & Pubblications, la cui manager, nonché mio boss, è Kate Steel, tasmaniana d’origine e molto addentro al mondo dell’organizzazione degli eventi in Australia.

Il primo gruppo, Trade, si occupa di servizi per facilitare le relazioni commerciali tra imprese italiane ed australiane; il secondo invece si occupa del Magazine della Camera “Voi Tutti”, nonché dell’organizzazione di eventi ottimi per le Public Relations tra imprese. 

Io ho dato la disponibilità per lavorare con tutti e due i gruppi e per il momento mi hanno messo nella parte eventi…spero di poter presto lavorare anche con la parte trade, essendo più affine ai miei studi. 

Gli altri ragazzi sono simpaticissimi, l’ambiente è giovane e con molti dei colleghi esco anche la sera. Ho messo il link al sito ufficiale nella barra laterale di questa pagina, nel caso in cui foste curiosi di saperne di più.

Luis

P.S.: Si lo so, è un post un pò noioso, abbastanza “aziendale”…ma era d’uopo.





Il primo mese

7 05 2008

E’ passato un mese oramai dal mio arrivo qui in Australia, ed è tempo delle prime riflessioni su quello che saranno i prossimi mesi a venire. Sinceramente non ho le idee chiarissime, non so se fare quest’esperienza e tornare, oppure allungarla un pochino e cercare di trarre più beneficio possibile da quest’avventura. Ma su questo argomento il mio pensiero è peggio di un titolo del Nasdaq: fortissime oscillazioni, un delirio. Mi sveglio e mi lavo il viso con il sapone al limone comprato a Positano e penso: “bello qui, per carità, però poi torno subito nel mio habitat”. Poi esco di casa e vado in ufficio, attraversano la city, tra i grattacieli e i parchi, con i gabbiani che arrivano dalla baia, il sole che mi da il buongiorno e la vista dal 20 piano. Pausa pranzo sul porto, rilassato, a 2 minuti dall’ufficio e penso “vabbè, però pure qua non si sta male…tanto non mi ci devo mica trasferire per sempre…”. Poi torno a casa, la sera, vado a letto, mi ricordo di casa mia a Milano e il titolo è di nuovo in picchiata: “Eh, però casa mia a Milano…i miei affetti…”. 

Poi arriva il week end. E il week end aiuta moltissimo Sydney. Ovviamente, tra tutti i posti stupendi che visito, le passeggiate che faccio, le sensazioni che provo, a tutto penso fuorché alla vita di tutti i giorni a Milano. Per carità, amo Milano, ma come città non c’è paragone…

Ovviamente sono solo al primo mese, i miei giudizi non derivano da un processo razionale al 100%, mi rendo conto che sto ancora cavalcando l’onda emotiva della novità. Ma fa parte dell’avventura pure questo stato d’animo, che proprio perché nuovo e non comune, mi motiva intrinsecamente ad alzarmi alle 7.30 AM senza lamentarmi, e addolcisce quella che per gli altri abitanti di Sydney é routine. 

Finché questo entusiasmo continua a scorrere nelle vene, tutto ve bene qui, e qualunque cosa riservi il futuro, questa rimarrà una delle esperienze più belle mai fatte nella mia vita. E per citare una canzone dei Foo Fighters che ascolto sempre la mattina andando in ufficio: “And I wonder if everything could ever feel this real forever”.

Ma a proposito del mio stato d’animo oscillante, dati i miei continui cambiamenti di umore propongo un sondaggio a voi che mi conoscete, chi più, chi meno. La domanda è semplice, voi che pensate?

 

 Quando torno a casa?

- Subito dopo la fine dello stage

- Non appena vedrò un ragno in prossimità di casa mia

- Dopo più di 6 mesi, giusto per far foto e riempire il blog

- Tra pochissimo, preso dalla nostalgia di casa

- Tra 25 anni, parlando o solo inglese o napoletano stretto

Luis

 




Lucky Bastard!

5 05 2008

Si apre con questo post la sezione delle botte di mazzo che ho avuto finora qui a Sydney. Alcune sono incredibili. Credetemi, è tutto vero. 

 

  • Uscire dalla stazione di Kings Cross e conoscere due persone che mi hanno poi presentato Mimmo.
  • Mangiare da Mimmo e fare amicizia con Carl, ossia colui che si occupa di tutti i concerti rock in Australia e Nuova Zelanda. Mangiamo molto spesso assieme la sera. Ieri mi ha detto che se avesse avuto il mio numero di cellulare, sabato sera mi avrebbe portato con lui nel backstage dei Foo Fighters. Ora mi ha promesso che il prossimo concerto rock che si terrà all’Opera House lo vedrò con lui dietro le quinte, for free, of course.
  • Mangiare da Mimmo e conoscere Chris, ex consulente di marketing con un network di colleghi che fa paura, tra cui il direttore Risorse Umane di General Electric Australia. 
  • Andare in ufficio senza giacca (come ogni giorno, del resto), sentirsi dire che se trovo una giacca posso andare al Business Luncheon organizzato dalla Camera di Commercio; trovare una giacca della mia misura appesa dietro una porta, andare all’evento, sedersi a tavola e capitare affianco ad un dirigente della Commonwealth Bank (una delle più importanti d’Australia); farci amicizia, ridendo e scherzando su Juve e Milan, tanto da essere invitato a vedere una partita di football il 1 giugno nello skybox privato della banca, e sentirsi dire: “Send me your CV”.
  • Vivere con 3 ragazze tailandesi che lavano tutto l’appartamento ogni giorno, senza bisogno che io alzi un dito, e che quando trovano le mie cose nell’asciugatrice, le stirano. “YOU MAN, YOU WORK. ME GIRL, ME HOUSE”. Wonderfully convenient.

Tutto questo in un mese…speriamo che continui così! Spero che questa sezione del blog sia sempre molto ricca di contenuti…!!!

 




Pausa pranzo

5 05 2008

Ma che figata e’ andare in pausa pranzo a mangiare sul porto, con un sole pazzesco e 21 gradi? Cioe’, voglio dire, questa si che e’ una pausa pranzo! Passeggiata sul molo di Darling Harbour, in maniche di camicia, un’oretta di sole e poi si torna in ufficio…Per la cronaca, questo e’ l’autunno qui.




Point Piper e Vaucluse…do they really live here?

3 05 2008

Quando visito una città nuova, un paese nuovo, in genere mi piace pensare se in questo posto ci vivrei oppure no. Allora comincio a guardare le zone residenziali, cerco di osservare le case e la gente, provo ad immaginare lo stile di vita. Questa volta sono avvantaggiato, perché le mie considerazioni comprendono anche le giornate tipo a lavoro, la mattina nella city…Faccio parte anche io della gente che va in ufficio e beve il cappuccino per strada (io in realtà il caffè me lo faccio con calma in ufficio, macchinetta con le cialde segafredo).

Oggi ho voluto passeggiare un pò per una zona chiamata Point Piper. Mimmo mi ci aveva portato con la macchina qualche sera fa dopo cena, ma volevo tornarci di giorno per fare qualche foto. C’è un comodissimo autobus che ci arriva e passa proprio sotto casa. Il tragitto è bellissimo: dopo la fermata davanti al ristorante di Mimmo (si, è così..tutte le vie di Sydney conducono da Mimmo, non si può prescindere da lui), l’autobus percorre una strada che attraversa tutte le baie a est dell’Opera House. Si passa per Double Bay, Ruschuttes Bay, Rose Bay, fino ad arrivare a Point Piper. Che spettacolo. La zona è tipo Posillipo a Napoli, per dare un’idea: collina con vista sulla baia.. Case stupende, pochi negozietti di prima necessità, vista da sogno..Ho deciso allora di camminare un pò a piedi senza meta, passando per il retro di alcune case, per cercare di spiare i “locals”. Ne ho visti pochi sinceramente, forse escono di notte, forse vivono riservati in case di lusso nutrendosi di aragoste e frutti di mare.

Allora ho proseguito la mia passeggiata, stordito dalla bellezza di ciò che mi circondava…Ho chiamato mio padre per dirgli: “Guarda che sto benissimo qua…Cioè,bene bene…”. Camminando sono arrivato ad un faro che guarda da un lato verso la city, dall’altro è a strapiombo sull’oceano…nulla di fronte, in linea d’aria la Nuova Zelanda. Il tutto circodato da un parco bellissimo. Alla fine la mia passeggiata di 3,5 km mi porta a Whatson’s Bay, ancora una volta…e che ci posso fare, mi piace assai…é uno dei miei posti preferiti qui. Comunque il posto mi ha fatto partire con la mente, mi ha trasmesso sensazioni bellissime, di tranquillità e benessere…il tutto va ad aggiungersi a quello che è il mio stato d’animo nell’ultimo periodo: qui si sta troppo bene! È una figata pazzesca!

Scrivo questi pensieri sul cellulare, per non perdere le sensazioni del momento; poi trasferiro il tutto sul Mac via bluetooth e poi lo metto sul blog assieme alle foto (non dimentichiamoci che sotto sotto, a guardar bene, ho un’anima un pò nerd). Scrivo seduto su una panchina di Whatson’s Bay, tre metri dal mare, le barche che dondolano tranquille, cielo stellato e le luci della city by night come sfondo…Per citare il famoso spot (con quel famoso attore che prova continuamente ad assomigliarmi): “What else?”.

Tutte le foto qui.

Luis




Margherita, tomato sauce, buffalo cheese: 25 $

27 04 2008

Dopo diversi tentativi, ecco finalmente una pizza come si deve! Pizza Mario, 5 minuti a piedi da casa, consiglio del buon Mimmo. All’ingresso: pizza napoletana verace. Pulcinella troneggia. C’è addirittura la pizza con “salsicce e friarelle”, che sembra uscita da uno sketch di Corrado Guzzanti, con la madonna ‘e Mergellina con gli occhiali. Non me ne frega nulla che costa 25 $ (15€), l’aspetto è invitante…e infatti è proprio buona! Questo tizio, australiano, è stato a Napoli per un anno ad imparare l’arte della pizza, è tornato a Sydney ed ora può fregiarsi del cartello “vera pizza napoletana verace”. 

E’ importante sapere che c’è e dov’è, nel momento di astinenza, so dove scappare.




Domenica a Bondi Beach

27 04 2008

Sono in un bar che si affaccia su Bondi Beach, la spiaggia più celebre di Sydney. È pieno autunno, la gente surfa e fa il bagno, le piscine sono gratis e piene di gente…Le persone si godono questa domenica d’autunno stando stravaccate sui prati o sulla spiaggia, facendo jogging o preparando un BBQ. Si respira un’aria di rilassatezza generale che prima d’ora ho sentito solo in vacanza. Domani si torna in ufficio, ma questo non è un problema: la gente qui non vive il lavoro con stress. Che strano pensare che questa gente ha solo 200 anni di storia, una cultura media molto bassa eppure sta da Dio. La qualità della vita è ottima, i salari buoni rispetto al costo della vita, in strada ti senti sicuro, tra security e telecamere, il lavoro non ti ammazza..Certo, delle cose ti fanno riflettere, tipo il fatto che bevono un sacco a tutte le ore, i più si vestono in modo discutibile e molte volte nei ristoranti ti devi portare il tuo alcool, nelle buste di cartone, cosa per noi inconcepibile…Però alla fine, they just don’t care e vivono alla grande..Comunque, tra una riflessione e un’altra, foto a raffica anche oggi! Vabbè, c’è ancora tempo per una birra e una bistecca al sangue con patate, rigorosamente da Mimmo..

Le foto.




Un Giorno Da Turista

26 04 2008

Secondo giorno del week end lungo, anche oggi sveglia alle 12.30…ma finalmente c’è una giornata stupenda, sole e nemmeno una nuvola. Quale occasione migliore per fare finalmente un pò il turista, girare la città e fare 2 foto da farvi vedere sul blog? Appuntamento con un mio collega stagista, un’altra povera anima del girone della manovalanza in ufficio. Prima tappa: giretto a Darling Harbour, uno dei miei posti preferiti a Sydney. Forse perché durante la prima settimana qui a Sydney, questo posto mi dava serenità.

Subito dopo si va in cima alla Sydney Tower, il punto più alto per osservare la città. Oggi mi sono reso conto di quanto sia grande Sydney: ha un’estensione territoriale che ricorda Los Angeles, i suburbs si perdono a vista d’occhio..il panorama é mozzafiato, città così belle non è ho viste tante in vita mia…c’è la City (Sydney CBD), dove lavoro durante la settimana, uffici e traffico (ma molto più rilassata di Milano…), ci sono parchi enormi (Moore Park, Centeniel Park), che Parco Sempione in confronto è un backyard qualsiasi…ci sono le spiagge (Bondi, Coogee, Maroobra), dove sembra di stare in un film anni ’60 tra surfisti, gente perennemente in muta/costume e gabbiani a non finire. Ci sono le baie (Double Bay, Rose Bay, Whatson’s Bay), che sono una figata micidiale, con le case sull’acqua e le barche attraccate a 2 metri. Ci sono le zone residenziali di lusso (Point Piper, Vauclouse, Potts Point), con villette e giardini…Insomma, Sydney é una città dai mille volti, tutti accomunati da ritmi piuttosto rilassati e gente tranquilla che, in linea di massima, oltre le 6.00 PM non si vuole sbattere (come è giusto che sia!). 

Insomma, in cima alla torre, foto a raffica, rapido panino con le polpette, polpetta al sugo sulla maglietta, bestemmie per 10 minuti. Decido di andare sul ponte, l’Harbour Bridge, per percorrerlo a piedi e fare delle foto alla baia. Controllo l’orologio, rapido calcolo su che ora é in Italia: mi rendo conto che lo sto facendo sempre meno, e penso che questo sia significativo. Camminando sul ponte verso Circular Quay, e la vista dell’Opera House con i grattacieli alle spalle mi costringe a fare un sacco di foto, fermandomi ogni 5 secondi.

Oramai il sole sta calando, c’è il tramonto sulla baia: quale occasione migliore per prendere il traghetto che porta a Whatson’s Bay per fare delle foto? Imposto la macchina fotografica su “high quality” e 10 mega pixel, queste foto potrebbero costituire un giorno parte dell’arredo di casa Sabotino a Milano…

Qui le foto.