Preview
20 04 2008Sono passate 2 settimane dal mio arrivo in Australia. Questa prima parte della mia esperienza a Sydney potrebbe essere chiamata “preview”, o “prove generali”.
A differenza di altre volte, l’impatto è stato forte: dopo 22 ore di viaggio, ritmi sfasati, strascichi di gioia post laurea e primi sintomi di nostalgia per quelli che saranno i 6 mesi più lontani in assoluto, arrivo all’ostello della gioventù YHA Sydney Central. Non male come ostello, per carità, ma iniziare la mia esperienza in una stanza da 4 persone, con un turnover altissimo di compagni di stanza e senza la possibilità di aprire la valigia o la borsa…lucchetti a tutt’andare (credo di aver chiuso a chiave anche il beauty case)…insomma, non è il massimo. Tra 1000 backpackers all’avventura, con il bagno sul piano e senza poter appendere una camicia, i primi giorni sono stati di adattamento. Nel frattempo, le prime passeggiate in città, tra la ricerca della casa e uno sguardo rapido alla famosa baia. Sonno a tutte le ore fuorché di notte, pranzi e cene a base di Sushi, Kebab, McDonalds e Fish & Chips. I risvolti di questa alimentazione non hanno tardato a manifestarsi, confermando la mia nomea all’estero di “Luigi Bathroom”.
Ad un tratto, ecco l’episodio che cambierà molte cose: era il terzo giorno, esco dalla fermata Kings Cross e becco un signore di Pescara che vive qui da 40 anni. Dopo 5 minuti di chiacchiere mi porta a mangiare da un tale Mimmo…un pub in zona dove la cucina è gestita da un italiano, sempre di Pescara. Con Mimmo c’è subito simpatia, e mi prepara gnocchi al pomodoro e 300 gr. di bistecca al sangue. Da quel giorno, la mia presenza a cena da Mimmo è una certezza. Cucina ottima, occhio di riguardo e aneddoti/consigli su Sydney e sulla vita in generale. Ora siamo ad un livello tale di confidenza e di amicizia che i discorsi spaziano dai divertimenti serali in città ad argomenti più sublimi quali il futuro professionale e la sue storie in questi anni in Australia. Non è raro che alla chiusura del ristorante mi accompagni a casa con la macchina, per poi restare a chiacchierare ancora un pò. Una persona squisita. Uno zio, un amico, il mio punto di riferimento qui a Sydney. Arrivo sempre ad un orario tale per cui il più del lavoro al ristorante è fatto, quindi può cucinare per tutti e due, così mangiamo assieme.
Problema vitto risolto egregiamente, restava da trovare una sistemazione. Mi sentivo davvero spaesato, perché tra tutti i ragazzi in ostello con zaino in spalla e voglia di divertirsi e fare casino, io, vestito in giacca e cravatta per andare in ufficio, mi sentivo un pò un cretino. Immaginate la scena: la mattina, in ascensore, tutti scafatissimi, zainoni, t-shirt e jeans ed io vestito di tutto punto…ammetto che mi sono deriso da solo. Avevo dei siti dove guardavo gli annunci di case, stanze, ma trovare una sistemazione decente è stata un’avventura. Tutte camere doppie, case fatiscenti, coinquilini discutibili, distanze siderali dall’ufficio, scarafaggi (si, qui sono ovunque), bagni in comune con tutto il condominio, 11 persone e 1 bagno (che sembra il titolo di un film con Julia Roberts e Hugh Grant)…ne avrò visitate una ventina, e quando ce n’era una che poteva andar bene, la stanza era stata già presa da qualcun altro. In ufficio mi avevano detto: “E’ normale…devi arrivare al punto della disperazione, e poi uscirà la casa…”. E che è, una prova di fede? E che schifezza è questa? Devo forse compiere qualche sacrificio sull’altare di Apollo sulle bianche spiagge di Troia, perché inviso agli dei????
Comunque, alla fine, tra le mille visite post ufficio, ecco finalmente un bell’appartamento in centro, a 10 minuti a piedi dall’ufficio, 10 minuti a piedi da Mimmo (che oramai è un punto di riferimento), modernissimo (quindi niente scarafaggi e ragni, di cui Sydney è letteralmente infestata), 13mo piano con vista su Hyde Park (più in centro di così…). Nell’appartamento vivono 3 ragazze tailandesi, molto gentili e molto molto timide…il loro inglese fa morire dal ridere (Ev a nai dei, vely vely tiled), sembra di stare in un manga o in un videogioco della Konami…
Ed eccomi finalmente “settled”, sistemato, a scrivervi sul letto matrimoniale della mia stanza. Ora cominciamo a ragionare, ora possiamo davvero iniziare quest’avventura. Ma, come mi ha scritto Nicolò…la vera avventura non è stata proprio questa?
Sì, vabbè,dici tutto quello che vuoi tu..ma non mettere carne a cuocere e torna a fine stage altrimenti vengo a prenderti io facendo una sceneggiata tipo “Zappatore” nel tuo ufficio….
La Madre
Gigi il blog è veramente bello!!devi fare lo scrittore, smettila di lavorare in quel postaccio!non perdere tempo!continua così…volevi un network di conoscenze…bè penso che dopo sole poche settimane sei già a buon punto!!Goditi ogni istante…scanna scanna scanna!!
ps: se vengo a Sideny L’Ocone brut lo beviamo insieme!!