Una tavola da surf non fa primavera…

27 09 2008

Sabato scorso c’è stato un clima pazzesco: 30° e tutti al mare, tanto che ho dovuto affrettarmi nell’acquistare infradito, crema solare (protezione 30) e costume per gettarmi finalmente in spiaggia. Contentissimi, eravamo tutti convinti che quella giornata a Bondi beach piena zeppa di gente avesse inaugurato la bella stagione. Falso. Il giorno dopo c’erano 10° in meno, con conseguente spiazzamento dei giovani già pronti a bissare la giornata al mare. Mi sa che c’è ancora da aspettare.

Per ora questa primavera australiana mi ha regalato le prime giornate in spiaggia, i primi bagni in un freddissimo oceano e una conseguente influenza che mi tiene a letto da 2 giorni…ripeto, si passa tranquillamente da 30° a 14° in un giorno, e vista la rinomata scarsa professionalità dei miei anticorpi e del mio fisico, eccomi costretto ad investire in aspirine e fazzoletti. Tutti dicono che questo è l’inverno più freddo e più lungo degli ultimi anni, e che sfiga! Ma le giornate in spiaggia sono comunque bellissime, e durante la settimana in ufficio non si fa altro che maledire il fatto di non essere a mare in quel momento! Marco ha finito ed è in vacanza, quindi la mattina, quando esco per andare in ufficio e realizzo che lui è in piena vacanza, i gestacci e gli insulti si sprecano…ma tra 3 settimane finisco anche io, ed allora si inizierà a ragionare! Già mi sto gustando i lazy days che mi aspettano prima del viaggio, tra corsette in riva al mare, spiaggia e relax totale…davvero non vedo l’ora, dato che quest’anno sono arrivato in Australia ad aprile e mi sono fatto 2 inverni di fila!

La vita in spiaggia sembra molto diversa dalla nostra: non ci sono strutture tipo lidi con ombrelloni, sdraio, lettini e pattini. E’ tutta spiaggia libera, tenuta benissimo, pulitissima, con lifeguard perennemene a lavoro per via degli animali non proprio amichevoli (squali, meduse letali, stone fish…) e per le correnti dell’oceano, che sono un attimino più pericolose di quelle del Mediterraneo. Il mare è spesso agitato, con onde che sono una delizia per i surfisti ed una croce per i bagnanti. Diciamo che la vita da spiaggia in Australia è diversa, ma molto cool: più sportiva, più attiva, meno lazy. Non esiste il bagnetto a mollo in mare o la giornata sul lettino con le parole crociate; piuttosto asciugamano a terra sulla sabbia, frisbee, beach volley, surf, corsa, esercizi…io per il momento mi limito ai primi due, sperando di attivarmi un pò, visto che a confronto con i surfisti che popolano Bondi il mio fisico della 50 Lire è improponibile…loro hanno la “tartaruga”, ossia addominali perfetti e addome scolpito…io ho “l’orsetto in letargo”, ossia quella panzettiella da cummenda non troppo pronunciata ma presente. Mannaggia. Per non parlare dell’abbronzatura: nocciola e caffè contro fior di latte e vaniglia. Va bene tutto, ma alla fine vien quasi voglia di restare in maglietta! E nemmeno regge la scusa “io durante il giorno vado a lavorare, voi non fate un cazzo dalla mattina alla sera! Bravi tutti così!”, perchè questi mostri si alzano la mattina presto per fare 1 ora di surf pre-lavoro e poi, non contenti, vanno pure a correre durante la pausa pranzo e dopo l’ufficio…maledetti, meglio predisposti geneticamente…Io alla mattina ho la sveglia alla Fantozzi, ossia regolata su un orario che possa ottimizzare al massimo le ore di sonno fino all’ultimo minuto disponibile. Poi cornetto in metropolitana, caffè in ufficio…pausa pranzo super rilassata e poi quando torno a casa la sera figuriamoci se mi metto a correre!! Che chiavica, lo so.

Comunque, con le giornate più lunghe, il clima più caldo e le vacanze dietro l’angolo mi metterò di impegno affinchè il fisico della 50 lire possa diventare almeno 1€! Altrimenti dovrò trovare un’altra scusa…!

Luis.





Tama, Tama…e t’amerò!

15 09 2008

Ah, Tamarama. Da quando mi sono trasferito negli Eastern Suburbs, tra Bondi e Tamarama, la vita in Australia ha preso tutt’altra piega. Svegliarsi e vedere l’oceano Pacifico che bagna la spiagge di Tamarama e Bronte è davvero il miglior modo per iniziare la giornata. Anche andare a prendere il bus per la City, passando per le casette che portano fino a Bondi Junction, da una serenità impagabile. Il bello di vivere in questo posto è che sembra di stare perennemente in vacanza: il week end c’è solo l’imbarazzo della scelta, tra la folla di ragazzi e ragazze che popolano Bondi Beach, le onde di Tamarama o la tranquillità di Bronte. Tutto a massimo 10-15 minuti da casa a piedi. Una colazione sulla spiaggia, un frisbee con gli amici o semplicemente una corsetta costeggiando l’oceano, per poi buttarsi sulla sabbia e godersi questa tranquillità, saranno tutte cose che mi mancheranno tremendamente quando dovrò lasciare questo paradiso. Andare in ufficio la mattina, se calato in un simile contesto, assume un altro sapore…non si tratta di andare a lavoro intrappolati in una routine fatta di piccole abitudini e noia, spezzata da pensieri occasionali su come ottimizzare quei 15 giorni di vacanza all’anno e su come far carriera e a che prezzo. La serenità che può dare un posto del genere, in una nazione del genere, consente di conciliare al massimo carriera e vita privata. Ora è iniziata la primavera, la temperatura si sta assestando sui 27 gradi, e così sarà, se non peggio, per i prossimi 6 mesi. Ho paura di cosa succederà quando avrò la possibilità di andare in spiaggia dopo l’ufficio…! Allora davvero non ci sarà più distinzione tra giorni lavorativi e giorni di vacanza, e sarà arduo salire su quell’aereo. Però sono sicuro che per come questa nazione mi ha accolto e per quanto mi sta offrendo, resterà una porta aperta per un ritorno più ragionato, in un futuro neppure troppo lontano. Mi sto già preparando al mal d’Australia, facendo foto a 10 mega pixel di Tamarama per stampe giganti da mettere a casa a Milano.
La bellezza di questo posto è indipendente dal clima: stupenda, serena e raggiante con il sole, aggressiva e apocalittica con pioggia e vento. Dalle foto se ne può avere un’idea. Maledetta Australia, maledetta Sydney, maledetta Tamarama…era meglio se non l’avessi mai conosciuta, almeno sarei rimasto in una beata ignoranza per cui avrei continuato a credere che vita lavorativa di tutti i giorni e spensieratezza da spiaggia non sarebbero mai potute andare d’accordo. Tutto ciò potrà sembrare un’esagerazione, potrà sembrare impossibile…e a pensarci, che pazzia…è una favola, è solo fantasia…e chi è saggio, chi è maturo lo sa, non può esistere nella realtà. E ti prendono in giro, se continui a cercarla, ma non darti per vinto perchè chi ci ha già rinunciato e ti ride alle spalle forse è ancora più pazzo di te. (“L’isola che non c’e'”, E. Bennato)

Luis.





Sydney Nights

6 09 2008

Una delle cose migliori di questo posto è che alle 6.00 pm, cascasse il mondo, tutti fuori dall’ufficio. E non parlo solo dell’ufficio in cui lavoro io, ma anche della stragrande maggioranza delle società che altrove fanno orari molto più allungati…ciò permette un ottimo work/life balance, e la gente esce molto spesso. E di conseguenza anche io…:). Con gli amici australiani usciamo molto spesso, tra una pizza da Hugos, uno dei locali più famosi di Kings Cross (dove ha il pub Mimmo), a una birra post ufficio nella “shark pool”, la piazza dove si incontrano i bankers dopo il lavoro. Peccato solo per una cosa: la maggior parte (diciamo pure un buon 90%) degli australiani, quando esce la sera si ubriaca con litri di birra. Alcuni diventano più simpatici, altri meno…e allora è meglio evitare qualunque tipo di bega, dato che si scende alle mani molto facilmente…per esempio una sera, sempre in quella dannatissima Kings Cross, stavo per prenderle in una discoteca e dopo 10 minuti mi sono trovato molto vicino ad una rissa in strada. Kings Cross non è il massimo la sera, ma per il resto Sydney si conferma una città molto molto sicura, dove uscire è solo un piacere…non manca proprio nulla. 

Luis.