“Panettone on the beach”, “No struffoli, no party”, “L’asinello, il bue e il koala”…questi alcuni dei possibili titoli del mio Natale quest’anno. Per chi è abituato all’idea del White Christmas (anche solo concettualmente, “white” in senso di freddo, di inverno…, a Napoli il Natale non è mai stato white…), trascorrere il 25 Dicembre sulla spiaggia fa un po’ strano. E’ una sensazione di piacere e curiosità legata alla novità, condita da un pizzico di nostalgia per la famiglia che immagini attorno ad un tavolo dall’altra parte. Anyway, Mimmo, la moglie Jenny e la figlia Sabia hanno organizzato questo bellissimo pic nic a Camp Cove, una delle mie spiagge preferite a Watsons Bay: avocado con olio e aceto balsamico, gamberi in quantità industriale e trota oceanica cruda…e tanto vino. Per finire panettone e chocolate pudding. Il tutto in costume stesi sul prato poco prima della sabbia, sguardo rivolto alla parte della baia in cui l’oceano entra furioso, si tranquillizza nelle insenature e diventa “acqua cheta” nell’harbour. Purtroppo il sole ha preferito starsene dietro le quinte, e nonostante il caldo, non mi sono concesso il bagno natalizio. Sarebbe stata la ciliegina sulla torta…bellissima giornata davvero, semplice e rilassante. Mimmo si conferma un numero 1: steso sull’asciugamano come un senatore romano su un triclinio a mangiare gamberi e a dispensare pillole di saggezza, che aumentavano di profondità all’aumentare del vino. La giornata è poi finita con Michael ed Emily, scambio di regali a casa nuova di Michael in Elizabeth Bay (vetrata sulla baia e barca ormeggiata di fronte al salotto…good job, mate!) e DVD rilassati sul divano. Insomma, Natale fuori casa in vacanza, ma con la sensazione di essere in un posto con persone che oramai ho davvero dentro, e con le quali c’è un legame ben solido, che va ben al di là delle telefonate durante l’anno. Questa è una delle conclusioni/conferme.
Il 26, il nostro Santo Stefano, qui è chiamato Boxing Day. E’ la giornata in cui di giorno ci si ammazza di birra e sport in TV, poi, on late afternoon si va a qualche “house party” per finire di bere e far festa. Ed infatti il mio Boxing Day è stato proprio così: mattina a Watson’s Bay (si, ci ho fatto le cozze oramai) e South Head a vedere la partenza della regata Sydney to Hobart, Tasmania, con Rob, James e Camilla; pranzo a casa loro (di base BBQ e birra in infradito con molta calma), e per finire in bellezza house party all’australiana a Bronte Beach. Festona in una casa sulla spiaggia con Bronte, Tamarama e Bondi come sfondo, con Michael ed Emily ospiti di Andy King, un personaggio uscito da un film anni ‘80: stazza significativa, camicia a fiori, canottiera bianca, infradito e occhiali bianchi a specchio. Un sacco di gente, alcool senza ritegno e musica di alto livello. Ah, per chi conosce tutta la storia ed i suoi spin off: il DJ super cool della serata era Sam Cooper! Finalmente l’incontro…baci, abbracci e tanta simpatia.
Lo scenario è passato presto da casa australiana a campo di guerra, una di quelle situazioni in cui alla fine della festa vorresti bruciare tutto e ricostruire da capo piuttosto che pulire e raccattare i corpi semi vigili dei superstiti. Comunque è stato uno di quei party in cui ad un certo punto non si capisce più niente e la “good vibe” ti avvolge e ti trasporta…e mentre frastornato ti scateni tra persone che hanno messo da parte la lucidità, ti accorgi dello scenario fatto da oceano e dalle spiagge alle spalle del DJ che continua a mettere musica mentre tutti si divertono in costume ed infradito, e ti ricordi del perché ci si innamora facilmente di questo posto. E capisci che alla fine della fiera questi si divertono assai, ma proprio assai.
Head spinning, big smile e dritto a letto, il Boxing Day mi ha davvero messo a tappeto. Ci voleva proprio.
Luis.




























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