Done.

2 01 2009

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Nemmeno il tempo di rendermene conto, ed ecco che mi ritrovo dopo otto mesi esatti all’aeroporto di Bangkok, sulla stessa panchina su cui ero seduto tra i due voli di andata. Allora c’erano un pò di malinconia ed un sacco di domande su quello che sarebbero stati i mesi a venire. Quanto starò? Prolungherò? Vorrò restare? Ma chissà come caspita è quest’Australia…beh, ora i pensieri sono rivolti a tutto quello che è stato: la migliore esperienza che abbia mai potuto fare fino ad oggi, un’avventura che mi ha dato tantissimo sotto ogni aspetto. L’Australia mi ha regalato emozioni uniche, mi ha fatto incontrare persone fantastiche, mi ha dato la possibilità di mettermi in gioco sin dal primo giorno. E dopo otto mesi, se mi guardo indietro non posso credere a cosa si sia venuto a creare (a livello lavorativo, personale, affettivo…) e a quanto sia andato in profondità nello scavare dentro di me. Sydney mi ha ridato i colori e l’ispirazione, ha pompato ancora di più il mio entusiasmo nell’affrontare le cose, mi ha dato un punto di vista molto differente da quello a cui ero abituato a Milano. Non sono stato in grado di scrivere queste ultime riflessioni prima, perché dal ritorno dal viaggio ad oggi, ho provato a vivere le ultime settimane al massimo passando giornate intere in giro per rivedere i punti di Sydney che più mi hanno emozionato. Poi l’ultima settimana l’ho trascorsa a casa del mio amico Rob con la famiglia, in quel di Watsons Bay, Vaucluse: il top del top a Sydney, il posto che più mi aveva colpito all’inizio. Un bel saluto a questa città, finendo la mia esperienza nel posto che avevo sognato durante i primi giorni. La spiaggia di Camp Cove, la vista a 270° assolutamente mozzafiato a South Head, le villette di Vaucluse e la City vista da lontano…il tutto accompagnato da 10 giorni in una famiglia australiana che mi ha accolto come un nipote.

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Le relazioni che sono nate durante questi otto mesi in Australia promettono bene, ci sono ottime basi affinchè possano durare nel tempo, almeno con buona parte degli amici Aussie. Con gli italiani bene o male ci si incontrerà di nuovo da qualche parte.

Ora sono a Napoli, da qualche settimana, ma la testa è rimasta lì. Continuo a scrivere questo ultimo post in maniera un pò spezzettata, anche perchè non riesco a mettere la parola “fine” a quest’avventura. Le telefonate dall’Australia in questi giorni stanno alimentando il senso di nostalgia e rammarico per aver lasciato il paradiso che mi ha accolto a braccia aperte per questi mesi. E’ ancora presto, ma non c’è giorno in cui non pensi a Sydney, alle sensazioni che provavo laggiù, a quello che in poco tempo è diventato il mio mondo Down Under.  La speranza è quella di tornare il prima possibile, dopo aver vissuto questa preview che mi ha introdotto all’Australia. Il rientro a Milano è stato più duro del previsto, ed è stata una sorpresa scoprire quanto tutto quello che avevo sempre immaginato del mio ritorno in Italia si sia poi dimostrato più “normale” del previsto. Le sensazioni che si vivono “face to face” con le persone, con i luoghi, si arricchiscono di sfumature che il mero ragionamento non poteva considerare. E così, provare una sensazione un pò diversa rivivendo tutto quello a cui avevo pensato con nostalgia quando ero lì, mi ha dato molto da riflettere. Ho fatto una cazzata? Beh, è la prima cosa che penso quando mi si riempie il cuore alla sola vista dell’Opera House durante la sigla del TG5 la mattina presto o quando vedo il trailer di Australia. Ma la scelta è stata molto ponderata, e la scommessa di tornare in Europa a farsi le ossa spero si rivelerà vincente. Il pensiero rimarrà lì ogni volta che vorrò risentire quelle sensazioni, quel feeling unico e quando vorrò rifugiarmi a Tamarama per ritrovare i colori.

Per il momento non mi resta che dire “Arrivederci a presto”, piuttosto che “Addio”. Sono sicuro che se Sydney potesse parlare mi risponderebbe, con aria rilassata e tranquilla “No worries, mate!”. Per ora resta lì, giù a tutto, nel south pacific, a rappresentare la speranza, l’alternativa, forse l’obiettivo.

Vorrei congelare la mia Australia in queste immagini, con la speranza di poter conservare tutto e poter riaprire la scatola quando ne avrò bisogno, per ritrovarci tutto conservato: questo il video (consiglio di scegliere l’opzione HQ “guarda in alta qualità”, ne vale la pena!)

Grazie a tutti quelli hanno vissuto con me quest’avventura, lì tutti i giorni o seguendo questo blog. Alla prossima, che sia un “All the way to…qualche altra parte” o “non ce l’ho fatta e sono tornato a Sydney.com”!

G’day, mate!

Luis.





Alba chiara (disimpegno emozionale)

17 10 2008
Al ritorno da una notte brava, stanco morto e con la musica della discoteca che ancora rimbombava nelle orecchie, gli occhi che prendevano a calci le lenti a contatto e le gambe che andavano per inerzia, la visione degli Eastern Suburbs all’alba mi ha rapito. Affacciatomi alla finestra, non ho resistito: macchina fotografica in mano e giu’ di nuovo, alle 5.30 am di qualche venerdi’ notte fa. Silenzio ispiratore, luce morbida e colori delicati, ed ecco un nuovo volto di Tamarama, quando si sveglia ed il Pacifico fa onore al suo nome. Quale posto e momento migliore per riconcilare tutte le emozioni e le sensazioni che caratterizzano questo periodo? Sono avido di immagini, di odori, di rumori, di qualunque cosa possa mantenere vivo il ricordo del posto in cui forse ho trovato la massima ispirazione fino ad ora. Questa e’ Tamarama per me, il posto della mente (insieme a Capri) in cui rifugiarsi quando vorro’ evadere un attimo.
Digressioni poetiche a parte, trascorrere un’oretta all’alba a Tamarama e godersi il silenzio (cfr. Depeche Mode) e’ stato davvero rilassante, disintossicante (sempre che ci fosse qualcosa da cui disintossicarsi) e ispiratore. E’ stato uno di quei momenti in cui pensare troppo e’ davvero pointless, sia per la stanchezza che per la bellezza del contesto in cui si e’ calati. Stordito dal sonno, ancora di piu’ dal silenzio, rilassato e contento me ne sono andato a letto. Riguardandomi le foto che appendero’ in camera.

Luis.





On the road, soon.

4 10 2008

Dato che il volo SYD-BKK-MXP è previsto per l’8 Dicembre, ora tutto sta nell’ottimizzare questi ultimi mesi, cercando di godersi ogni attimo a testa in giù: l’idea è quella di partire a fine ottobre per un super tour  di 1 mese dell’Australia, dal deserto alla barriera corallina, per lo più on the road. Melbourne, Alice Springs, Darwin, Cape Tribulation, Fraser Islands, Cairns, Byron Bay, Whitsundays Islands fanno parte di una wish list che si sta allungando giorno dopo giorno. Guida alla mano e ricerche in internet, io e Marco siamo in piena fase di pianificazione itinerario-controllo budget, per non arrivare alla fine del viaggio con le pezze. Per ora è tutto solo ipotizzato, ma il deserto (con Ayers Rock), la barriera corallina e alcune isole sono dei must! E devo pur vedere un koala, diamine! Non si può partire senza aver fatto un bel giro di questo paese meraviglioso, vedere quei posti incredibili che fanno parte dell’immaginario colletivo legato all’idea del South Pacific. Ma deve essere un viaggio on the road, con meno roba possibile, molto selvaggio e molto all’avventura…il massimo sarebbe un mix di bus e jeep (chi guiderà a destra??), per essere liberi di spostarsi a piacimento e vivere l’Australia al massimo. Qualcosa che andrà a coronare quest’esperienza incredibile e che mi aiuterà nella fase di passaggio a ciò che mi aspetta dopo l’Australia: tutto quello che ho vissuto e che sto vivendo qui mi sta dando una serie di stimoli ed impulsi che mi aiutano ad allargare la visuale e ad approcciare il percorso in modi alternativi. Gli obiettivi restano gli stessi, ma ora c’è la consapevolezza che la strada non è una sola e che il cammino può avere dei piacevoli correttivi in itinere.

Pensare stando a testa in giù mi sta facendo bene.

Luis.





Tama, Tama…e t’amerò!

15 09 2008

Ah, Tamarama. Da quando mi sono trasferito negli Eastern Suburbs, tra Bondi e Tamarama, la vita in Australia ha preso tutt’altra piega. Svegliarsi e vedere l’oceano Pacifico che bagna la spiagge di Tamarama e Bronte è davvero il miglior modo per iniziare la giornata. Anche andare a prendere il bus per la City, passando per le casette che portano fino a Bondi Junction, da una serenità impagabile. Il bello di vivere in questo posto è che sembra di stare perennemente in vacanza: il week end c’è solo l’imbarazzo della scelta, tra la folla di ragazzi e ragazze che popolano Bondi Beach, le onde di Tamarama o la tranquillità di Bronte. Tutto a massimo 10-15 minuti da casa a piedi. Una colazione sulla spiaggia, un frisbee con gli amici o semplicemente una corsetta costeggiando l’oceano, per poi buttarsi sulla sabbia e godersi questa tranquillità, saranno tutte cose che mi mancheranno tremendamente quando dovrò lasciare questo paradiso. Andare in ufficio la mattina, se calato in un simile contesto, assume un altro sapore…non si tratta di andare a lavoro intrappolati in una routine fatta di piccole abitudini e noia, spezzata da pensieri occasionali su come ottimizzare quei 15 giorni di vacanza all’anno e su come far carriera e a che prezzo. La serenità che può dare un posto del genere, in una nazione del genere, consente di conciliare al massimo carriera e vita privata. Ora è iniziata la primavera, la temperatura si sta assestando sui 27 gradi, e così sarà, se non peggio, per i prossimi 6 mesi. Ho paura di cosa succederà quando avrò la possibilità di andare in spiaggia dopo l’ufficio…! Allora davvero non ci sarà più distinzione tra giorni lavorativi e giorni di vacanza, e sarà arduo salire su quell’aereo. Però sono sicuro che per come questa nazione mi ha accolto e per quanto mi sta offrendo, resterà una porta aperta per un ritorno più ragionato, in un futuro neppure troppo lontano. Mi sto già preparando al mal d’Australia, facendo foto a 10 mega pixel di Tamarama per stampe giganti da mettere a casa a Milano.
La bellezza di questo posto è indipendente dal clima: stupenda, serena e raggiante con il sole, aggressiva e apocalittica con pioggia e vento. Dalle foto se ne può avere un’idea. Maledetta Australia, maledetta Sydney, maledetta Tamarama…era meglio se non l’avessi mai conosciuta, almeno sarei rimasto in una beata ignoranza per cui avrei continuato a credere che vita lavorativa di tutti i giorni e spensieratezza da spiaggia non sarebbero mai potute andare d’accordo. Tutto ciò potrà sembrare un’esagerazione, potrà sembrare impossibile…e a pensarci, che pazzia…è una favola, è solo fantasia…e chi è saggio, chi è maturo lo sa, non può esistere nella realtà. E ti prendono in giro, se continui a cercarla, ma non darti per vinto perchè chi ci ha già rinunciato e ti ride alle spalle forse è ancora più pazzo di te. (“L’isola che non c’e'”, E. Bennato)

Luis.





People come and go.

14 08 2008

L’Australia è un posto davvero lontano ed allo stesso tempo magnifico ed unico. Moltissime persone decidono di venire a trascorrervi un periodo della propria vita, più o meno lungo e per diversi motivi. E’ per questo che molto spesso si ha l’idea che sia un gran porto di mare, dove si incontra un sacco di gente venuta solo per un determinato periodo della propria vita. Così, molto spesso ci si trova a fare amicizia con persone che di lì a breve continueranno il proprio percorso altrove, e si ricomincia dall’inizio. Da questo punto di vista sono stato molto fortunato a trovare un gruppo di amici di Sydney.
E’ affascinante pensare a quanto questo posto nel mondo rappresenti un incontro di vite di ogni parte del globo che poi proseguiranno per la loro via. I farewell dinner, le cene di addio, sono una cosa davvero comune, e dopo un barbeque o una serata in discoteca, un altro numero nella rubrica australiana viene cancellato. Ma il turnover è altissimo, arriva un sacco di gente nuova e siamo punto e a capo. “Sorry…your name again? Nice to meet you.”
Alcuni sono rimasti o rimarranno per un pò, in maniera più o meno definitiva. Il mio manager oramai è in pace con sè stesso qui. Ammetto che ogni tanto mi è balenata l’idea di restare un pò qui dopo lo stage, dato che stavolta non c’è l’università da finire o cose simili, e la carriera la posso impostare dove preferisco vivere. Ma non è il mio mondo. O almeno, è troppo lontano dal mio mondo, dove ci sono un sacco di cose in stand-by che mi attendono.
Ascolto un sacco di storie incredibili, gente che è arrivata 30 anni fa e per una serie di coincidenze non è più tornata, oppure di gente che aveva bisogno di cambiare vita ed è venuta Down Under. Cercherò di prendere il meglio che questo paradiso mi offrirà durante il mio passaggio.
E’ davvero un’esperienza a 360°, non si tratta solo di una parentesi lavorativa. Mi trovo di fronte a me stesso da una nuova prospettiva, sono portato a riflettere su un sacco di cose che mi fanno crescere e conoscere meglio. Ho moltissimi stimoli che derivano dalla costante sensazione di novità, la mente è piena di considerazioni. Ogni persona con il suo parere e con la sua esperienza qui in Australia mi da spunti diversi ed allo stesso tempo mi facilita l’ascolto di quello che davvero voglio dentro di me, dandomi una visuale più ampia.

E il viaggio continua…

Luis





Lower North Shore, un’altra prospettiva

23 07 2008

Risalendo la corrente dei pellegrini giunti per il Papa, sabato scorso ho raggiunto ed esplorato un’altra zona meravigliosa di Sydney, ossia la parte bassa di North Sydney, chiamata Lower North Shore. E così, dopo una sveglia decente alle 9.00, percorro contro corrente la città, e giungo sulla sponda nord. In compagnia di Dream prima (una delle Thai con cui vivo) e Marco poi, lascio la city brulicante di gente. In pochissimi minuti si arriva a Milson’s point, la prima fermata di metro dopo il ponte, e già da qui la vista é mozzafiato. I quartieri di questa zona sono favolosi, McMahon’s Point (pazzesco) e Kirribilli (incredibile) sono diventati i miei quartieri preferiti, tanto che mi sono già messo in moto per cercar casa lì. Ma considerando i prezzi, ho capito subito che può andar bene anche andarci a prendere un caffè al sabato via metro o battello…
Una lenta passeggiata sotto un sole d’inverno, intervallata da soste per foto (qui gli scatti), mi fa attraversare il Luna Park, Milson’s Point fino ad arrivare a Kirribilli.

Ecco, Kirribilli merita qualche riga a sè. Come al solito, il mio naso non si è sbagliato (te credo, per quanto è grosso…), e dopo un rapido controllo, scopro che in questa zona c’è la residenza ufficiale a Sydney del primo ministro Australiano, nonché quella del Governatore Generale. Mi sa che sarà difficile trovare una casa qui. Però è stupendo, bellissimo. In pratica si è sul mare, esattamente di fronte alla baia, Opera House a sinistra, CBD al centro e Harbour Bridge a destra…questa foto (grazie a Claudio per l’aiuto con il merge da Roma!) ritrae il panorama che si ha dalla passeggiata di Kirribilli. Un’altra prospettiva. A voi i commenti. C’erano delle panchine lungo la passeggiata, sotto gli alberi. Chicca, ti sarebbe piaciuto da morire!

Un ottimo pranzo tailandese in un ristorante in zona in cui lavora una nostra amica Thai (si, sono tantissime, milioni…) e “nu cafè” in un bar italiano, hanno completato il tutto facendo fare al mio palato un viaggio Bangkok-Napoli in un’ora, a conferma di quanto sia multi-etnica Sydney.
La bellezza assoluta di questa zona e la serenità della gente che ho incontrato con le buste della spesa o con il cane mi hanno fatto pensare a cosa possa significare svegliarsi ed avere la baia di Sydney di fronte, con questo clima mai troppo freddo e quest’aria pulita e rilassata. Il tutto accompagnato dalla serenità generale che caratterizza questo paese. Ma poiché mi sono promesso di non pensare troppo, ho svuotato la mente, mi sono seduto sulla panchina e mi sono goduto il silenzio e la vista fino all’ultima luce.

Così va bene.

Luis.





Un caffè a Rose Bay…e un pò di nostalgia.

13 07 2008

Oramai è inverno pieno qui a Sydney, e questo week end è stato il più freddo fino ad ora. Porca miseria, che vento gelido che tirava…però, dopo una settimana di lavoro, è necessario andare a fare almeno una passeggiata. E questo sabato avevo voglia di fare una passeggiata a Rose Bay, uno dei miei posti preferiti qui (foto). E’ una delle baie che separano la City dall’oceano. Elegantissima, una zona per lo più residenziale. Che case, che vista, anche con il cielo coperto e con il freddo, il fascino di questa baia è incredibile. La via che costeggia il mare è New South Head Road, che porta fino a Watson’s Bay…tutta questa parte per me è il top di Sydney. Però è una zona più per famiglie (famiglie molto benestanti), e infatti, durante la sosta caffè, mi sono trovato accerchiato da passeggini e giovani coppie.
Giornate così, un pò sonnacchiose e un pò scure, mi fanno pensare. Ed ecco che mi rendo conto che sono al terzo mese. Caspita, solo (o già) 3 mesi da quando ho messo piede sul suolo australiano…sinceramente, un pò di nostalgia del mio mondo che ho messo in stand-by nell’altro emisfero mi è venuta, ed ogni tanto i ricordi, i pensieri, le facce e le voci mi vengono a bussare, per ricordarmi cosa ho lasciato dall’altra parte. Quest’esperienza è appena a metà, ma mi sembra una vita che sto qui. E mi rendo conto che come al solito penso troppo, dovrei godermi di più questa parentesi della mia vita. Si, decisamente. Non mi sto godendo abbastanza quest’avventura, almeno non come vorrei. Ma, visto che siamo al giro di boa, da domani (che palle, si ricomincia con l’ufficio…) proverò ad avere un approccio molto più soft per quello che riguarda l’aspetto lavorativo (e mi sembra pure il caso!), cercando di godere di tutto ciò che distingue questa terra dalla vecchia Europa.
Che resta pur sempre casa mia.

Luis.





Mosman Bay & Balmoral…sempre più bello!

1 07 2008

Sto capendo che Sydney è una città così grande che per visitarla bene ci vuole davvero un sacco di tempo. Ogni volta che guardo la cartina scopro una nuova insenatura, una nuova baia, una nuova spiaggia da visitare nel week end. Di questo passo ci saranno un sacco di post con foto di posti bellissimi nei mesi a seguire!

Questo week end è toccato a Mosman Bay e Balmoral, nella North Shore, in pratica la zona di Sydney a nord, superato l’Harbour Bridge. La gente di qui fa una distinzione tra quelli che stanno da una parte del ponte e quelli che stanno dall’altra. Sinceramente non so perchè, comunque a me piace molto la zona nord: Manly, Neutral Bay, Mosman, Balmoral…è una zona ricca e residenziale, con ville sul mare bellissime ed insenature che offrono scenari incantevoli. Inoltre, da questa parte del ponte si ha una vista completa della baia, perché si è praticamente di fronte all’Opera House. Dalle foto ve ne renderete conto. Tornando alla gita a Balmoral, ho scoperto una spiaggia davvero bella per quando si potrà iniziare ad andare a mare…ci si arriva con il battello partendo da Circular Quay (gli assidui lettori del blog conosceranno oramai le zone di Sydney come se ci fossero stati!), che è sempre stupendo, visto il panorama che offre. Metti poi una giornata limpida con una regata in corso, una compagnia allegra e simpatica di amici e colleghi, un pranzo in spiaggia sugli scogli e passeggiata tra le ville di Mosman…una domenica splendida.

Bombardato da tutti i lati da sensazioni di benessere e tranquillità, circondato da angoli di paradiso e stimolato da tanti input esterni, la mente ha come un sovraccarico di pensieri, chi mi sta vicino tutti i giorni lo sa (vero, Marco?). Ma ho deciso che la smetterò di pensare troppo, cercherò di vivere questa esperienza cercando di svincolarla da ogni sega mentale. Anche perché alle volte, citando una canzone dei Bluvertigo “ci sono decisamente troppi elementi che mancano per esser certi delle proprie scelte”.

Anyway, che ne pensate della mia nuova scoperta, Balmoral?? Vi piace? E’ incredibile, ma ogni volta metto foto di posti sempre più belli della volta precedente!

Luis.





Euro 2008: quanto è difficile seguire questo europeo!

16 06 2008

E’ quasi finito il girone di Euro 2008 che stabilirà i quarti di finale per questi europei. Domani c’è Italia-Francia, speriamo che Donadoni cacci il coniglio dal cilindro. Ma credetemi, che fatica seguire gli europei da Sydney!!! Se la partita è alle 18.00, qui sono le 2.00 AM; se invece la partita è alle 20.45, allora buonanotte ed è meglio guardare il sito della Gazzetta appena ci si sveglia! Ma domani? La partita con la Francia è di notte! Che fare? Da questa partita dipende la qualificazione! Sveglia, TV, tutta una tirata e se ne parla la sera dopo? O Gazzetta a prima mattina? Riti scaramantici prima di andare a letto? Ardue scelte di un tifoso oltreoceano…Qui la popolazione è divisa: buona parte simpatizza per noi (soprattutto gli oriundi), altri gufano per vendicarsi di come andò a finire Italia-Australia all’ultimo mondiale. Fatto sta che contro la Francia servirà una formazione della madonna, un attacco più concreto ed una super sveglia per me!

Forse dovrei chiedere un giorno di ferie…ma poi, se non vado in ufficio, il giorno dopo la partita con chi faccio i discorsi da bar da italiano medio, criticando la formazione e dicendo la mia sullo schema? 

Luis





Maroubra…che paradiso

19 05 2008

Più giro in questa città e più trovo posti da sogno. Oggi credo di aver trovato un angolo di paradiso. Avevo sentito parlare di questa spiaggia, Maroubra, così ho preso il bus sotto casa e sono partito.

Già la strada che si fa per arrivare è incantevole, con casette basse e strade stile San Francisco. Ma appena si arriva, l’emozione è forte: si tratta di una spiaggia abbastanza selvaggia, per niente caotica (tipo Bondi Beach). Ci sono delle case lungo la strada che si affaccia sul mare, qualche bar e qualche negozietto. Per il resto, c’è da godere del silenzio che avvolge questo posto. Appena arrivato, ho sentito l’esigenza di spegnere l’iPod, sarebbe stato un oltraggio. Mi sono tolto le scarpe e, passeggiando con i piedi in acqua, ho percorso tutta la battigia…gabbiani ovunque, bimbi che giocano con gli aquiloni e cani che corrono seguendo i padroni mentre fanno jogging sulla spiaggia…ed eccoci, ci risiamo…la mente ha iniziato a viaggiare…Davvero vivono così? Davvero natura, uomo e città riescono ad integrarsi così alla perfezione? Il gesto di togliermi le scarpe e lasciarle nella sabbia, spegnere l’iPod e fregarmene del jeans che si bagnava mi ha fatto pensare ad una sorta di “liberazione” dalle cose, almeno in minima parte. Ho sentito come un’attrazione verso il mare e la riva così forte che mi è sembrato di ritrovare un non so ché di semplicità che forse avevo perso tra qualche bar o discoteca di Milano…la giacca o i jeans buoni non erano importanti in quel momento, la sensazione di benessere viene dall’insieme di natura, clima, gabbiani e silenzio…Pazzesco…sembra di stare perennemente in vacanza.

Non appena Morena e Marco mi hanno raggiunto, siamo andati a mangiare un Fish & Chips in un ristorantino sulla spiaggia. Stesso effetto anche per loro: bocca spalancata.
Approfittiamo del tramonto per fare qualche foto assieme, poi ci dirigiamo verso Bondi per bere qualcosa all’Iceberg Club, un bar sulla spiaggia molto molto “cool”, dove ci aspetta un gruppetto di ragazzi e ragazze di Sydney, Svezia, Nuova Zelanda e Irlanda…un bel mix, tutti molto simpatici, organizzeremo qualcosa per la prossima settimana. Il tempo di un paio di birre (lo so, sto esagerando) e poi a casa, domani si torna a lavoro…ma prima di andare a letto dovevo rendervi partecipi di questa giornata magnifica…

O porca, ho appena letto…l’Inter ha vinto lo scudetto…e il Milan non va in Champions…sofferenze di un milanista dall’altra parte del mondo.

Luis