Lower North Shore, un’altra prospettiva

23 07 2008

Risalendo la corrente dei pellegrini giunti per il Papa, sabato scorso ho raggiunto ed esplorato un’altra zona meravigliosa di Sydney, ossia la parte bassa di North Sydney, chiamata Lower North Shore. E così, dopo una sveglia decente alle 9.00, percorro contro corrente la città, e giungo sulla sponda nord. In compagnia di Dream prima (una delle Thai con cui vivo) e Marco poi, lascio la city brulicante di gente. In pochissimi minuti si arriva a Milson’s point, la prima fermata di metro dopo il ponte, e già da qui la vista é mozzafiato. I quartieri di questa zona sono favolosi, McMahon’s Point (pazzesco) e Kirribilli (incredibile) sono diventati i miei quartieri preferiti, tanto che mi sono già messo in moto per cercar casa lì. Ma considerando i prezzi, ho capito subito che può andar bene anche andarci a prendere un caffè al sabato via metro o battello…
Una lenta passeggiata sotto un sole d’inverno, intervallata da soste per foto (qui gli scatti), mi fa attraversare il Luna Park, Milson’s Point fino ad arrivare a Kirribilli.

Ecco, Kirribilli merita qualche riga a sè. Come al solito, il mio naso non si è sbagliato (te credo, per quanto è grosso…), e dopo un rapido controllo, scopro che in questa zona c’è la residenza ufficiale a Sydney del primo ministro Australiano, nonché quella del Governatore Generale. Mi sa che sarà difficile trovare una casa qui. Però è stupendo, bellissimo. In pratica si è sul mare, esattamente di fronte alla baia, Opera House a sinistra, CBD al centro e Harbour Bridge a destra…questa foto (grazie a Claudio per l’aiuto con il merge da Roma!) ritrae il panorama che si ha dalla passeggiata di Kirribilli. Un’altra prospettiva. A voi i commenti. C’erano delle panchine lungo la passeggiata, sotto gli alberi. Chicca, ti sarebbe piaciuto da morire!

Un ottimo pranzo tailandese in un ristorante in zona in cui lavora una nostra amica Thai (si, sono tantissime, milioni…) e “nu cafè” in un bar italiano, hanno completato il tutto facendo fare al mio palato un viaggio Bangkok-Napoli in un’ora, a conferma di quanto sia multi-etnica Sydney.
La bellezza assoluta di questa zona e la serenità della gente che ho incontrato con le buste della spesa o con il cane mi hanno fatto pensare a cosa possa significare svegliarsi ed avere la baia di Sydney di fronte, con questo clima mai troppo freddo e quest’aria pulita e rilassata. Il tutto accompagnato dalla serenità generale che caratterizza questo paese. Ma poiché mi sono promesso di non pensare troppo, ho svuotato la mente, mi sono seduto sulla panchina e mi sono goduto il silenzio e la vista fino all’ultima luce.

Così va bene.

Luis.





Un caffè a Rose Bay…e un pò di nostalgia.

13 07 2008

Oramai è inverno pieno qui a Sydney, e questo week end è stato il più freddo fino ad ora. Porca miseria, che vento gelido che tirava…però, dopo una settimana di lavoro, è necessario andare a fare almeno una passeggiata. E questo sabato avevo voglia di fare una passeggiata a Rose Bay, uno dei miei posti preferiti qui (foto). E’ una delle baie che separano la City dall’oceano. Elegantissima, una zona per lo più residenziale. Che case, che vista, anche con il cielo coperto e con il freddo, il fascino di questa baia è incredibile. La via che costeggia il mare è New South Head Road, che porta fino a Watson’s Bay…tutta questa parte per me è il top di Sydney. Però è una zona più per famiglie (famiglie molto benestanti), e infatti, durante la sosta caffè, mi sono trovato accerchiato da passeggini e giovani coppie.
Giornate così, un pò sonnacchiose e un pò scure, mi fanno pensare. Ed ecco che mi rendo conto che sono al terzo mese. Caspita, solo (o già) 3 mesi da quando ho messo piede sul suolo australiano…sinceramente, un pò di nostalgia del mio mondo che ho messo in stand-by nell’altro emisfero mi è venuta, ed ogni tanto i ricordi, i pensieri, le facce e le voci mi vengono a bussare, per ricordarmi cosa ho lasciato dall’altra parte. Quest’esperienza è appena a metà, ma mi sembra una vita che sto qui. E mi rendo conto che come al solito penso troppo, dovrei godermi di più questa parentesi della mia vita. Si, decisamente. Non mi sto godendo abbastanza quest’avventura, almeno non come vorrei. Ma, visto che siamo al giro di boa, da domani (che palle, si ricomincia con l’ufficio…) proverò ad avere un approccio molto più soft per quello che riguarda l’aspetto lavorativo (e mi sembra pure il caso!), cercando di godere di tutto ciò che distingue questa terra dalla vecchia Europa.
Che resta pur sempre casa mia.

Luis.





Mosman Bay & Balmoral…sempre più bello!

1 07 2008

Sto capendo che Sydney è una città così grande che per visitarla bene ci vuole davvero un sacco di tempo. Ogni volta che guardo la cartina scopro una nuova insenatura, una nuova baia, una nuova spiaggia da visitare nel week end. Di questo passo ci saranno un sacco di post con foto di posti bellissimi nei mesi a seguire!

Questo week end è toccato a Mosman Bay e Balmoral, nella North Shore, in pratica la zona di Sydney a nord, superato l’Harbour Bridge. La gente di qui fa una distinzione tra quelli che stanno da una parte del ponte e quelli che stanno dall’altra. Sinceramente non so perchè, comunque a me piace molto la zona nord: Manly, Neutral Bay, Mosman, Balmoral…è una zona ricca e residenziale, con ville sul mare bellissime ed insenature che offrono scenari incantevoli. Inoltre, da questa parte del ponte si ha una vista completa della baia, perché si è praticamente di fronte all’Opera House. Dalle foto ve ne renderete conto. Tornando alla gita a Balmoral, ho scoperto una spiaggia davvero bella per quando si potrà iniziare ad andare a mare…ci si arriva con il battello partendo da Circular Quay (gli assidui lettori del blog conosceranno oramai le zone di Sydney come se ci fossero stati!), che è sempre stupendo, visto il panorama che offre. Metti poi una giornata limpida con una regata in corso, una compagnia allegra e simpatica di amici e colleghi, un pranzo in spiaggia sugli scogli e passeggiata tra le ville di Mosman…una domenica splendida.

Bombardato da tutti i lati da sensazioni di benessere e tranquillità, circondato da angoli di paradiso e stimolato da tanti input esterni, la mente ha come un sovraccarico di pensieri, chi mi sta vicino tutti i giorni lo sa (vero, Marco?). Ma ho deciso che la smetterò di pensare troppo, cercherò di vivere questa esperienza cercando di svincolarla da ogni sega mentale. Anche perché alle volte, citando una canzone dei Bluvertigo “ci sono decisamente troppi elementi che mancano per esser certi delle proprie scelte”.

Anyway, che ne pensate della mia nuova scoperta, Balmoral?? Vi piace? E’ incredibile, ma ogni volta metto foto di posti sempre più belli della volta precedente!

Luis.





Euro 2008: quanto è difficile seguire questo europeo!

16 06 2008

E’ quasi finito il girone di Euro 2008 che stabilirà i quarti di finale per questi europei. Domani c’è Italia-Francia, speriamo che Donadoni cacci il coniglio dal cilindro. Ma credetemi, che fatica seguire gli europei da Sydney!!! Se la partita è alle 18.00, qui sono le 2.00 AM; se invece la partita è alle 20.45, allora buonanotte ed è meglio guardare il sito della Gazzetta appena ci si sveglia! Ma domani? La partita con la Francia è di notte! Che fare? Da questa partita dipende la qualificazione! Sveglia, TV, tutta una tirata e se ne parla la sera dopo? O Gazzetta a prima mattina? Riti scaramantici prima di andare a letto? Ardue scelte di un tifoso oltreoceano…Qui la popolazione è divisa: buona parte simpatizza per noi (soprattutto gli oriundi), altri gufano per vendicarsi di come andò a finire Italia-Australia all’ultimo mondiale. Fatto sta che contro la Francia servirà una formazione della madonna, un attacco più concreto ed una super sveglia per me!

Forse dovrei chiedere un giorno di ferie…ma poi, se non vado in ufficio, il giorno dopo la partita con chi faccio i discorsi da bar da italiano medio, criticando la formazione e dicendo la mia sullo schema? 

Luis





Maroubra…che paradiso

19 05 2008

Più giro in questa città e più trovo posti da sogno. Oggi credo di aver trovato un angolo di paradiso. Avevo sentito parlare di questa spiaggia, Maroubra, così ho preso il bus sotto casa e sono partito.

Già la strada che si fa per arrivare è incantevole, con casette basse e strade stile San Francisco. Ma appena si arriva, l’emozione è forte: si tratta di una spiaggia abbastanza selvaggia, per niente caotica (tipo Bondi Beach). Ci sono delle case lungo la strada che si affaccia sul mare, qualche bar e qualche negozietto. Per il resto, c’è da godere del silenzio che avvolge questo posto. Appena arrivato, ho sentito l’esigenza di spegnere l’iPod, sarebbe stato un oltraggio. Mi sono tolto le scarpe e, passeggiando con i piedi in acqua, ho percorso tutta la battigia…gabbiani ovunque, bimbi che giocano con gli aquiloni e cani che corrono seguendo i padroni mentre fanno jogging sulla spiaggia…ed eccoci, ci risiamo…la mente ha iniziato a viaggiare…Davvero vivono così? Davvero natura, uomo e città riescono ad integrarsi così alla perfezione? Il gesto di togliermi le scarpe e lasciarle nella sabbia, spegnere l’iPod e fregarmene del jeans che si bagnava mi ha fatto pensare ad una sorta di “liberazione” dalle cose, almeno in minima parte. Ho sentito come un’attrazione verso il mare e la riva così forte che mi è sembrato di ritrovare un non so ché di semplicità che forse avevo perso tra qualche bar o discoteca di Milano…la giacca o i jeans buoni non erano importanti in quel momento, la sensazione di benessere viene dall’insieme di natura, clima, gabbiani e silenzio…Pazzesco…sembra di stare perennemente in vacanza.

Non appena Morena e Marco mi hanno raggiunto, siamo andati a mangiare un Fish & Chips in un ristorantino sulla spiaggia. Stesso effetto anche per loro: bocca spalancata.
Approfittiamo del tramonto per fare qualche foto assieme, poi ci dirigiamo verso Bondi per bere qualcosa all’Iceberg Club, un bar sulla spiaggia molto molto “cool”, dove ci aspetta un gruppetto di ragazzi e ragazze di Sydney, Svezia, Nuova Zelanda e Irlanda…un bel mix, tutti molto simpatici, organizzeremo qualcosa per la prossima settimana. Il tempo di un paio di birre (lo so, sto esagerando) e poi a casa, domani si torna a lavoro…ma prima di andare a letto dovevo rendervi partecipi di questa giornata magnifica…

O porca, ho appena letto…l’Inter ha vinto lo scudetto…e il Milan non va in Champions…sofferenze di un milanista dall’altra parte del mondo.

Luis





Hermitage Reserve, Shark Bay…e 2 stagisti in più!

17 05 2008

Anche questo week end, spettacolo. Ma nella maniera più assoluta. Innanzitutto, iniziamo dal fatto che sono arrivati Morena (Genova) e Marco (Bassano del Grappa/Milano), ossia gli altri due stagisti della Camera di Commercio, entrambi simpaticissimi. Sono alle prese con la ricerca della casa e con il jet lag (dejà entendu?), ma hanno voluto buttarsi da subito alla scoperta di Sydney.

Così, con Morena (dopo il battesimo da Mimmo…quello di Marco avverrà in settimana), decidiamo di fare un giro sabato a Vaucluse, la zona residenziale incredibile che ho descritto in qualche post precedente. Passeggiando tra le case stupende della zona, chiacchierando un pò su quelle che sono le prime impressioni di quest’avventura e su cosa vorremmo da questo viaggio, arriviamo ad una piccola spiaggetta chiamata Hermitage Reserve. Sarà si e no 10 metri in larghezza, ma è praticamente di fronte all’Opera House ed all’Harbour Bridge. Che posto pazzesco! Ci sono delle case qui che hanno una vista da sogno, e vedere le famigliole giocare con i bimbi sulla spiaggia, o farsi i giri sulla barca attraccata sotto casa (si…è vero…), mi fa pensare a che tenore di vita possano mai condurre queste persone. Stiamo però parlando dell’upper class di Sydney: Mimmo mi ha detto che le case qui valgono in media 12 milioni di dollari, e le macchine parcheggiate nei giardini sono Mercedes SLK nella peggiore delle ipotesi.

Dopo qualche foto di rito in questa spiaggetta fantastica, dopo aver fantasticato su una casa qui


ci dirigiamo verso Shark Bay..il nome dice tutto, meglio non fare il bagno. Ma comunque inizia a piovere, quindi possiamo solo ammirare la spiaggia con la sua recinzione…molto carina, considerando che si trova alla fine di un parco abbastanza grande e che c’è solo un piccolo chiosco come segno di civiltà. Poi per il resto è al quanto appartata. Ci proteggiamo dalla pioggia sotto ad una roccia, ed ecco il mio primo incontro con un essere molto importante qui: si tratta di un redback, un ragno che a quanto pare ti lascia 3 ore di autonomia dopo averti morso. Se ci si sbriga e si va all’ospedale subito, ti iniettano l’antidoto e non succede nulla. Ma se non ti sbrighi…la città è infestata da questa specie, ma è la prima volta che lo vedo, ed era in un parco, quindi…

Subito dopo salto a Circular Quay, per una (due, tre, quattro…) birre con Marco al bar Cruise, che ricorda come stile un tipico locale milanese da aperitivo, solo che è di fronte all’Opera House. La serata non è male, solo che inizia a tirare un vento gelido ed io non sono attrezzato…dopo aver passeggiato un pò, decidiamo che la giornata può finire qui. Rimandiamo tutto a domani.

Ed anche oggi il tempo è volato, ho visto posti incredibili e le amicizie aumentano…lo stato d’animo è dei migliori, le sensazioni di piacere sono continue e la mente è libera di pensare e di fantasticare su quello che sarà il resto di quest’esperienza…e soprattutto, su cosa fare per rendere questo viaggio ancora più unico, sia dal punto di vista prettamente vacanziero, sia dal punto di vista professionale. E non aggiungo altro.

Luis





Il primo mese

7 05 2008

E’ passato un mese oramai dal mio arrivo qui in Australia, ed è tempo delle prime riflessioni su quello che saranno i prossimi mesi a venire. Sinceramente non ho le idee chiarissime, non so se fare quest’esperienza e tornare, oppure allungarla un pochino e cercare di trarre più beneficio possibile da quest’avventura. Ma su questo argomento il mio pensiero è peggio di un titolo del Nasdaq: fortissime oscillazioni, un delirio. Mi sveglio e mi lavo il viso con il sapone al limone comprato a Positano e penso: “bello qui, per carità, però poi torno subito nel mio habitat”. Poi esco di casa e vado in ufficio, attraversano la city, tra i grattacieli e i parchi, con i gabbiani che arrivano dalla baia, il sole che mi da il buongiorno e la vista dal 20 piano. Pausa pranzo sul porto, rilassato, a 2 minuti dall’ufficio e penso “vabbè, però pure qua non si sta male…tanto non mi ci devo mica trasferire per sempre…”. Poi torno a casa, la sera, vado a letto, mi ricordo di casa mia a Milano e il titolo è di nuovo in picchiata: “Eh, però casa mia a Milano…i miei affetti…”. 

Poi arriva il week end. E il week end aiuta moltissimo Sydney. Ovviamente, tra tutti i posti stupendi che visito, le passeggiate che faccio, le sensazioni che provo, a tutto penso fuorché alla vita di tutti i giorni a Milano. Per carità, amo Milano, ma come città non c’è paragone…

Ovviamente sono solo al primo mese, i miei giudizi non derivano da un processo razionale al 100%, mi rendo conto che sto ancora cavalcando l’onda emotiva della novità. Ma fa parte dell’avventura pure questo stato d’animo, che proprio perché nuovo e non comune, mi motiva intrinsecamente ad alzarmi alle 7.30 AM senza lamentarmi, e addolcisce quella che per gli altri abitanti di Sydney é routine. 

Finché questo entusiasmo continua a scorrere nelle vene, tutto ve bene qui, e qualunque cosa riservi il futuro, questa rimarrà una delle esperienze più belle mai fatte nella mia vita. E per citare una canzone dei Foo Fighters che ascolto sempre la mattina andando in ufficio: “And I wonder if everything could ever feel this real forever”.

Ma a proposito del mio stato d’animo oscillante, dati i miei continui cambiamenti di umore propongo un sondaggio a voi che mi conoscete, chi più, chi meno. La domanda è semplice, voi che pensate?

 

 Quando torno a casa?

- Subito dopo la fine dello stage

- Non appena vedrò un ragno in prossimità di casa mia

- Dopo più di 6 mesi, giusto per far foto e riempire il blog

- Tra pochissimo, preso dalla nostalgia di casa

- Tra 25 anni, parlando o solo inglese o napoletano stretto

Luis

 





Point Piper e Vaucluse…do they really live here?

3 05 2008

Quando visito una città nuova, un paese nuovo, in genere mi piace pensare se in questo posto ci vivrei oppure no. Allora comincio a guardare le zone residenziali, cerco di osservare le case e la gente, provo ad immaginare lo stile di vita. Questa volta sono avvantaggiato, perché le mie considerazioni comprendono anche le giornate tipo a lavoro, la mattina nella city…Faccio parte anche io della gente che va in ufficio e beve il cappuccino per strada (io in realtà il caffè me lo faccio con calma in ufficio, macchinetta con le cialde segafredo).

Oggi ho voluto passeggiare un pò per una zona chiamata Point Piper. Mimmo mi ci aveva portato con la macchina qualche sera fa dopo cena, ma volevo tornarci di giorno per fare qualche foto. C’è un comodissimo autobus che ci arriva e passa proprio sotto casa. Il tragitto è bellissimo: dopo la fermata davanti al ristorante di Mimmo (si, è così..tutte le vie di Sydney conducono da Mimmo, non si può prescindere da lui), l’autobus percorre una strada che attraversa tutte le baie a est dell’Opera House. Si passa per Double Bay, Ruschuttes Bay, Rose Bay, fino ad arrivare a Point Piper. Che spettacolo. La zona è tipo Posillipo a Napoli, per dare un’idea: collina con vista sulla baia.. Case stupende, pochi negozietti di prima necessità, vista da sogno..Ho deciso allora di camminare un pò a piedi senza meta, passando per il retro di alcune case, per cercare di spiare i “locals”. Ne ho visti pochi sinceramente, forse escono di notte, forse vivono riservati in case di lusso nutrendosi di aragoste e frutti di mare.

Allora ho proseguito la mia passeggiata, stordito dalla bellezza di ciò che mi circondava…Ho chiamato mio padre per dirgli: “Guarda che sto benissimo qua…Cioè,bene bene…”. Camminando sono arrivato ad un faro che guarda da un lato verso la city, dall’altro è a strapiombo sull’oceano…nulla di fronte, in linea d’aria la Nuova Zelanda. Il tutto circodato da un parco bellissimo. Alla fine la mia passeggiata di 3,5 km mi porta a Whatson’s Bay, ancora una volta…e che ci posso fare, mi piace assai…é uno dei miei posti preferiti qui. Comunque il posto mi ha fatto partire con la mente, mi ha trasmesso sensazioni bellissime, di tranquillità e benessere…il tutto va ad aggiungersi a quello che è il mio stato d’animo nell’ultimo periodo: qui si sta troppo bene! È una figata pazzesca!

Scrivo questi pensieri sul cellulare, per non perdere le sensazioni del momento; poi trasferiro il tutto sul Mac via bluetooth e poi lo metto sul blog assieme alle foto (non dimentichiamoci che sotto sotto, a guardar bene, ho un’anima un pò nerd). Scrivo seduto su una panchina di Whatson’s Bay, tre metri dal mare, le barche che dondolano tranquille, cielo stellato e le luci della city by night come sfondo…Per citare il famoso spot (con quel famoso attore che prova continuamente ad assomigliarmi): “What else?”.

Tutte le foto qui.

Luis.





Domenica a Bondi Beach

27 04 2008

Sono in un bar che si affaccia su Bondi Beach, la spiaggia più celebre di Sydney. È pieno autunno, la gente surfa e fa il bagno, le piscine sono gratis e piene di gente…Le persone si godono questa domenica d’autunno stando stravaccate sui prati o sulla spiaggia, facendo jogging o preparando un BBQ. Si respira un’aria di rilassatezza generale che prima d’ora ho sentito solo in vacanza. Domani si torna in ufficio, ma questo non è un problema: la gente qui non vive il lavoro con stress. Che strano pensare che questa gente ha solo 200 anni di storia, una cultura media molto bassa eppure sta da Dio. La qualità della vita è ottima, i salari buoni rispetto al costo della vita, in strada ti senti sicuro, tra security e telecamere, il lavoro non ti ammazza..Certo, delle cose ti fanno riflettere, tipo il fatto che bevono un sacco a tutte le ore, i più si vestono in modo discutibile e molte volte nei ristoranti ti devi portare il tuo alcool, nelle buste di cartone, cosa per noi inconcepibile…Però alla fine, they just don’t care e vivono alla grande..Comunque, tra una riflessione e un’altra, foto a raffica anche oggi! Vabbè, c’è ancora tempo per una birra e una bistecca al sangue con patate, rigorosamente da Mimmo..

Le foto.





Preview

20 04 2008

Sono passate 2 settimane dal mio arrivo in Australia. Questa prima parte della mia esperienza a Sydney potrebbe essere chiamata “preview”, o “prove generali”.

A differenza di altre volte, l’impatto è stato forte: dopo 22 ore di viaggio, ritmi sfasati, strascichi di gioia post laurea e primi sintomi di nostalgia per quelli che saranno i 6 mesi più lontani in assoluto, arrivo all’ostello della gioventù YHA Sydney Central. Non male come ostello, per carità, ma iniziare la mia esperienza in una stanza da 4 persone, con un turnover altissimo di compagni di stanza e senza la possibilità di aprire la valigia o la borsa…lucchetti a tutt’andare (credo di aver chiuso a chiave anche il beauty case)…insomma, non è il massimo. Tra 1000 backpackers all’avventura, con il bagno sul piano e senza poter appendere una camicia, i primi giorni sono stati di adattamento. Nel frattempo, le prime passeggiate in città, tra la ricerca della casa e uno sguardo rapido alla famosa baia. Sonno a tutte le ore fuorché di notte, pranzi e cene a base di Sushi, Kebab, McDonalds e Fish & Chips. I risvolti di questa alimentazione non hanno tardato a manifestarsi, confermando la mia nomea all’estero di “Luigi Bathroom”.

Ad un tratto, ecco l’episodio che cambierà molte cose: era il terzo giorno, esco dalla fermata Kings Cross e becco un signore di Pescara che vive qui da 40 anni. Dopo 5 minuti di chiacchiere mi porta a mangiare da un tale Mimmo…un pub in zona dove la cucina è gestita da un italiano, sempre di Pescara. Con Mimmo c’è subito simpatia, e mi prepara gnocchi al pomodoro e 300 gr. di bistecca al sangue. Da quel giorno, la mia presenza a cena da Mimmo è una certezza. Cucina ottima, occhio di riguardo e aneddoti/consigli su Sydney e sulla vita in generale. Ora siamo ad un livello tale di confidenza e di amicizia che i discorsi spaziano dai divertimenti serali in città ad argomenti più sublimi quali il futuro professionale e la sue storie in questi anni in Australia. Non è raro che alla chiusura del ristorante mi accompagni a casa con la macchina, per poi restare a chiacchierare ancora un pò. Una persona squisita. Uno zio, un amico, il mio punto di riferimento qui a Sydney. Arrivo sempre ad un orario tale per cui il più del lavoro al ristorante è fatto, quindi può cucinare per tutti e due, così mangiamo assieme.

Problema vitto risolto egregiamente, restava da trovare una sistemazione. Mi sentivo davvero spaesato, perché tra tutti i ragazzi in ostello con zaino in spalla e voglia di divertirsi e fare casino, io, vestito in giacca e cravatta per andare in ufficio, mi sentivo un pò un cretino. Immaginate la scena: la mattina, in ascensore, tutti scafatissimi, zainoni, t-shirt e jeans ed io vestito di tutto punto…ammetto che mi sono deriso da solo. Avevo dei siti dove guardavo gli annunci di case, stanze, ma trovare una sistemazione decente è stata un’avventura. Tutte camere doppie, case fatiscenti, coinquilini discutibili, distanze siderali dall’ufficio, scarafaggi (si, qui sono ovunque), bagni in comune con tutto il condominio, 11 persone e 1 bagno (che sembra il titolo di un film con Julia Roberts e Hugh Grant)…ne avrò visitate una ventina, e quando ce n’era una che poteva andar bene, la stanza era stata già presa da qualcun altro. In ufficio mi avevano detto: “E’ normale…devi arrivare al punto della disperazione, e poi uscirà la casa…”. E che è, una prova di fede? E che schifezza è questa? Devo forse compiere qualche sacrificio sull’altare di Apollo sulle bianche spiagge di Troia, perché inviso agli dei????

Comunque, alla fine, tra le mille visite post ufficio, ecco finalmente un bell’appartamento in centro, a 10 minuti a piedi dall’ufficio, 10 minuti a piedi da Mimmo (che oramai è un punto di riferimento), modernissimo (quindi niente scarafaggi e ragni, di cui Sydney è letteralmente infestata), 13mo piano con vista su Hyde Park (più in centro di così…). Nell’appartamento vivono 3 ragazze tailandesi, molto gentili e molto molto timide…il loro inglese fa morire dal ridere (Ev a nai dei, vely vely tiled), sembra di stare in un manga o in un videogioco della Konami…

Ed eccomi finalmente “settled”, sistemato, a scrivervi sul letto matrimoniale della mia stanza. Ora cominciamo a ragionare, ora possiamo davvero iniziare quest’avventura. Ma, come mi ha scritto Nicolò…la vera avventura non è stata proprio questa?